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FACILE COME ACCENDERE UN LED….

 Episodio Due

Immaginiamo che il post precedente t’abbia divertito e convinto talmente tanto della semplicità del mondo dell’elettronica, che dopo esserti pesato per l’ennesima volta e reso conto di aver ulteriormente preso peso; ti sia persuaso del fatto che il modo migliore per dimagrire sia quello d’impegnare il tuo tempo libero nell’elettronica e nella necessità d’imparare ad usare Arduino.

Lo hai comprato e ti è arrivato a casa.

Dato che sapevi cosa avresti trovato nello Starterkit, non ti sei spaventato poi così tanto nel vedere tutti quei fili, diodi, interruttori e robe del genere. Quindi sicuro di te stesso e di ciò che avevi precedentemente appreso, hai aperto il “Projects Book” e con un atteggiamento spaccone da “veterano dell’Elettronica”, hai letto velocemente le prime pagine introduttive sui dispositivi elettrici contenuti nella scatola.

Guarda attentamente Arduino e noterai (grazie anche all’utilizzo del Projects Book) che ti sarà facilissimo riconoscere dove si trovano i Pin Digitali ed Analogici e dove poter trovare il Low o Ground (0 V) e il High (5V) (osserva le foto alla fine del post).

Ora sei pronto per “Accendere il tuo primo LED”.

Innanzitutto cos’è un LED? Se mai (ne dubito) qualcuno te lo domanderà, per fare il figo, tu rispondigli in inglese: Light Emitting Diode. In realtà si tratta di un semplice diodo capace di emettere fotoni attraverso un principio fisico di ricongiungimento elettrone-lacuna; oppure ancora meglio è una lampadina “più moderna” che si accende quando viene attraversata dalla corrente.

Un altro concetto necessario è capire come è fatto un circuito elettrico: c’è un dispositivo ( batteria) che crea un potenziale più e meno (nel nostro caso è Arduino che ci fornisce il Ground e i 5V), i fili elettrici, una resistenza (cfr il post Episodio Uno), un “utilizzatore” (il LED) e nel caso del nostro primo esperimento anche un interruttore: cioè un semplice dispositivo che ti consente di accendere e spegnere il LED attraverso l’interruzione/riconnessione del circuito.

Di fondamentale importanza nel mondo dell’elettronica è il principio di configurazione di un circuito in “Serie e Parallelo”. Nell’esperimento in questione questo concetto viene applicato agl’interruttori. Nel caso di due interruttori messi in serie, affinchè il LED si accenda, entrambi i pulsanti devono essere premuti:  questo perchè la corrente è costretta a passare attraverso entrambi gli interruttori per raggiungere il LED. Nel caso del circuito in parallelo, nè basta solo uno perchè rifacendoci al principio “dell’intelligenza della corrente”, quest’ultima è sempre capace di trovare il percorso più breve per raggiungere il Ground. Lo stesso identico principio potrà essere applicato non solo ai LED, ma a tutti i dispositivi elettrici utilizzati nei circuiti.

Osserva i circuiti che hai creato e cerchiamo di riflettere sul perchè a questo punto, nel momento in cui connetteremo Aruduino il nostro LED dovrebbe accendersi.

Innanzitutto, quella specie di “barretta al cioccolato bianco” di nome Breadbox, stai attento perché in realtà non è commestibile! Ma dovrai utilizzarla per creare i tui circuiti, anzi ancora meglio per “espanderli”. Le prime due colonne contrassegnate da un più e un meno e due linee una rossa e una nera sono di solito utilizzate per “trasportare” il Ground e i 5V su l’intera linea verticale. All’interno della Breadbox invece le cose funzionano per “vie orizzontali”: nel senso che se colleghiamo un pin di Arduino in un punto interno della Breadbox tutta la linea orizzontale sarà allacciata a quel Pin. Il setto centrale orizzontale divide la Breadbox in due parti perfettamente simmetriche.

In conclusione osserviamo i due circuiti e proviamo ad immaginare il “percorso” della corrente. Quest’ultima infatti parte dai 5V di Arduino per passare prima attraverso la resistenza, quindi verso l’interruttore e se chiuso, arriva al LED per poi finire nel Ground. Nel caso del circuito in parallelo: la corrente parte sempre dai 5V, quindi la resistenza, successivamente il primo interruttore (se premuto) per poi andare nel LED ed infine scaricarsi nel Ground. Se invece è il secondo l’interruttore ad essere premuto, la corrente salta il primo interruttore attraverso i due fili più vicini al LED; per poi attraversarlo e  scaricarsi sul Ground.

Nel prossimo post inizieremo a “parlare ad Arduino” attraverso il nostro PC.

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NON BISOGNA MICA ESSERE DEI FISICI PER USARE ARDUINO..

Episodio Uno

Inizio questo post invitando te, pigro lettore comodamente seduto sul tuo divano di casa, mentre sei intento a sgranocchiare uno snack ipercalorico al gusto di conservanti e vitamine inutili, a dare un’occhiata rapida a tutta la tecnologia che ti circonda. Come tutti, me compreso, ti sarai sempre detto: “questi ingegneri o sono veramente bravi ed ingegnosi o in realtà l’elettricità non esiste e tutto funziona solo grazie alla magia (occulta)!

Quando mi hanno parlato di Arduino, ho iniziato a informarmi, e vedendo tutti i progetti che sono stati ideati, ho iniziato a incuriosirmi e a pensare che forse forse… potevo anche comprarlo e provarci! Ho acquistato lo Starterkit e una volta aperta la confezione non nascondo di aver provato un certo senso di nostalgia per anni passati all’università nei laboratori di elettronica a (far finta di) fare gli esperimenti consigliati… tanto poi la relazione e i dati venivano reinventati da noi a casa, con il risultato che presentavamo sempre – e tutti – le stesse relazioni che giravano in facoltà da più o meno i primi anni 70.

Aprendo lo Starterkit si vedono cavi di tutti i colori, resistenze, diodi, transistor, e altre cose strane che più che dispositivi elettronici sembrano sorprese dell’ovetto Kinder. In realtà ognuno di essi ha un compito fondamentale sia di input che di output nei mini-circuiti elettrici che rappresentano il primo approccio all’utilizzo di Arduino.

Il primo trucco che suggerisco: bisogna pensare a un circuito elettrico come una serie di condotte in cui scorre l’acqua (la Corrente) che fa accendere i LED (e, come vedremo, molto altro). Una Resistenza (come dice la parola stessa) può essere vista, invece, come una “strettoia” all’interno della conduttura che fa diminuire la pressione dell’acqua nei tubi.

Con questa “astrazione idraulica” diventa molto più semplice capire che in realtà tutto sta nell’essere capaci di dire alla corrente dove andare e quando, e per dargli queste istruzioni abbiamo bisogno proprio di Arduino. Arduino (e soprattutto il nostro pc) è stupido, ma la corrente è intelligentissima, poiché non si muove se non ha un “punto alto” (High o 5V) da cui partire e una “terra” (Low o 0V) verso cui puntare. Se queste due cose non sono collegate fra loro oppure le “condotte hanno un buco nel loro percorso” la corrente non si muove e i nostri cari LED rimarranno sempre spenti.

L’input in Arduino è rappresentato dai sensori e può essere di due tipi: Analogico, cioè che può assumere tutti i valori compresi fra un minimo ed un massimo; e Digitale, cioè che può assumere solo i due valori di High e Low cioè basso o alto.

Arduino quindi usa i sensori per “recepire” dei segnali esterni e reagire in output attraverso degli utilizzatori che possono essere dei LED o attraverso output digitali che possono poi essere modificati in “pseudo-analogici” (lo si vedrà dopo).

Ebbene si, ora sei arrivato alla fine del tuo snack, hai lo stomaco inutilmente pieno, ma almeno ora sai cosa è la Corrente, un Resistenza e da oggi in poi quando utilizzerai le parole input ed output (a volte a sproposito) saprai di cosa stai parlando.

Ahh… dimenticavo…  sai anche cos’è Arduino e inizi a capire a cosa serve!!!


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PROGETTO OLGA: SEDIAMOCI E PARLIAMONE

Tempo fa, una coppia di amici, costretti a traslocare in Spagna per lavoro ci ha regalato uno sgabello. Dopo aver atteso qualche mese (in cantina), è arrivato il momento di dargli una nuova vita (2.0)…

Con questo post lanciamo la campagna per il Progetto Olga: sediamoci e parliamone. Nel corso delle prossime settimane documenteremo il restauro dello sgabello e, con il vostro aiuto, proveremo a p.i.m.p.arlo con qualche funzionalità divertente. Nel sondaggio che segue, abbiamo ipotizzato alcune funzionalità, ma siamo aperti a suggerimenti e richieste di ogni tipo.

Sfidateci, vedrete che si può fare!

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SI PUO’ FARE!

Oggi inauguriamo uno spazio dove sporcarsi le mani, dove posteremo progetti, idee e quant’altro proveremo a realizzare – anche con il vostro contributo – in puro spirito artigiano. E’ il primo passo concreto verso la comunità dei maker, fabber, hacker o qualsiasi altra definizione (rigorosamente -er) vi rappresenti.

Qui potrete collaborare con il vostro contributo, condividere le vostre idee, partecipare attivamente ai progetti che pubblicheremo.

Non abbiate timore: non ci sono idee giuste o sbagliate. Partecipiamo!

Proveremo a convincervi che SI PUO’ FAAAARE!

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ARDUINODESK

Oggi vi presentiamo un’idea che ci è balzata in mente quando ci siamo avvicinati per la prima volta all’Arduino starter kit.

Arduinodesk è una prima esperienza che vi regaliamo per far pace con la vostra manualità. Arduinodesk vi aiuterà a realizzare un vostro spazio in cui creare ogni vostra idea, un banco di lavoro e un organizer alto 6cm e largo quanto un foglio A4. All’interno realizzerete uno scompartimento in cui riporre il “libro degli schemi” e un comparto estraibile in cui riporre le componenti dello starter kit. In questo modo eviterete di perdere i piccoli pezzi, led, interruttori, resistenze e minutaglie contenute nello stesso starter kit.

Arduinodesk è facile da assemblare e personalizzabile con qualsiasi tipo di materiale, rappresenta un primo passo verso il mondo dei MAKERS.

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Arduinodesk è realizzabile con diversi materiali, tutti facilmente reperibili. Le foto di questa gallery ritraggono i modelli realizzati in compensato (pioppo – 4 mm) e cartone (a doppia odulatura). Il primo è stato realizzato usando la tecnica del taglio laser, mentre per il secondo è bastato un taglierino.

OfficineBinarie mette a disposizione di tutti gli schemi per realizzare e personalizzare in base alle proprie esigenze Arduinodesk. Nelle istruzioni di montaggio troverete indicati tutti gli strumenti utili per realizzare il progetto. I file scaricabili (in basso) si differenziano in base alla tecnica di taglio che vorrete adottare.

Scarica ” Schemi taglio laser” in pdf
Scarica ” Istruzioni taglio laser” in pdf
Scarica ” Schemi taglio manuale” in pdf
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SAY HELLO! TO ARDUINO!

Oggi vi mostriamo da vicino come si presenta Arduino quando arriva a casa.

Generalmente lo si può acquistare online singolarmente, noi abbiamo acquistato lo Starter Kit che include il necessario per realizzare 15 progetti introduttivi.

Nei prossimi post vi mostreremo da vicino, in HD, ma anche in 3D, le potenzialità della scheda.

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LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Ci siamo, la terza rivoluzione industriale è già in atto.
Questi due video, che pubblichiamo per gentile concessione di Wired Italia e TED rispettivamente, ci fanno inquadrare il fenomeno. E ora spazio alle idee, “make things – not slides

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